Lacrime

1.100,00

Nome opera: Lacrime 

Tecnica: Decostruttivismo plastico, fusione e colorazione spray

Materiali: Foglio di plastica riciclata e legno riciclato

Data: 2021

Telaio: Legno

Dimensioni: 100x50x11,5cm

COLLEZIONE “PE”

 

L’artista fiorentino Gregorio Codagnone denuncia così l’inquinamento ambientale provocato dalla plastica. Ogni minuto l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce negli oceani, provocando la morte e la distruzione sistematica di ogni tipo di ecosistema vivente.

“Inizierò una nuova serie di opere pittoriche e sculture per dire basta all’autodistruzione” – così esordisce l’artista – L’obbiettivo è quello di sensibilizzare ogni abitante del mondo su questo importantissimo tema, finora ampiamente discusso ma poco attuato nella pratica.     

L’opera, chiamata Inferno di plastica, è realizzata con un foglio di plastica rigida, creato dalla fusione di migliaia di tappi di bottiglia recuperati dalle spiagge della costiera Toscana.

Sciolto grazie al calore e plasmato fino a formare questa sorta di pianto “congelato” nella posizione voluta. L’artista critica sia il materiale in se che le sue lavorazioni, in quanto nocive anch’esse per l’ambiente e tutti i suoi abitanti.

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Descrizione

Nome opera: Lacrime 

Tecnica: Decostruttivismo plastico, fusione e colorazione spray

Materiali: Foglio di plastica riciclata e legno riciclato

Data: 2021

Telaio: Legno

Dimensioni: 100x50x11,5cm

COLLEZIONE “PE”

 

L’artista fiorentino Gregorio Codagnone denuncia così l’inquinamento ambientale provocato dalla plastica. Ogni minuto l’equivalente di un camion pieno di plastica finisce negli oceani, provocando la morte e la distruzione sistematica di ogni tipo di ecosistema vivente.

“Inizierò una nuova serie di opere pittoriche e sculture per dire basta all’autodistruzione” – così esordisce l’artista – L’obbiettivo è quello di sensibilizzare ogni abitante del mondo su questo importantissimo tema, finora ampiamente discusso ma poco attuato nella pratica.     

L’opera, chiamata Inferno di plastica, è realizzata con un foglio di plastica rigida, creato dalla fusione di migliaia di tappi di bottiglia recuperati dalle spiagge della costiera Toscana.

Sciolto grazie al calore e plasmato fino a formare questa sorta di pianto “congelato” nella posizione voluta. L’artista critica sia il materiale in se che le sue lavorazioni, in quanto nocive anch’esse per l’ambiente e tutti i suoi abitanti.

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